SUPRAMONTE X-WILD 2024

Il Supramonte X wild è in assoluto il Trail in MTB più difficile in assoluto in tutta la Sardegna. Per poter partecipare a questa avventura bisogna essere veramente preparati. Per preparati intendo mentalmente. Perché qui è la testa che comanda, circa il novantanove percento è testa e un percento tra preparazione fisica e bicicletta. Questo tipo di avventura è unica, si passa dai centri abitati con strade asfaltate a sterrati inesistenti che bisogna inventarsi seguendo la taccia. Menomale che gli organizzatori hanno deciso di fare un percorso road interamente su strada asfaltata, altrimenti anche quest’anno avrei partecipato alla manifestazione seduto sul divano. L’unica a cui ho partecipato in MTB è stata l’edizione del 2020 in pieno covid19 insieme ad Antonio Azara nel percorso corto, poi è stato costituito il gruppo SBikE e anche questo Trail ha una cadenza di due anni. I percorsi di questa edizione sono tre. Due fuoristrada e uno asfalto. Wild percorso verde di 160 km con 5000 metri di salita da fare, X-Wild percorso rosso di 260 km con 7850 metri di dislivello e il X-Road percorso blu di 320 km con 5600 metri di dislivello. Con Rossella, vista la mia esperienza nella precedente edizione, optiamo per la partecipazione nella X-road, non perché più semplice ma perché su strada siamo più allenati.

Arriviamo al punto di partenza la sera prima, Antonio con Maurizio e tutto staff hanno organizzato una cena sociale con tutti i partecipanti presso il Palazzetto dello sport del comune di Oliena. Punto di partenza e arrivo di questo giro. La cena è a base di pietanze tipiche del posto. Affettati misti con formaggi, malloreddus al sugo e carne di pecora con patate lesse.

OLIENA - GAVOI  75KM 1750 D+

La mattina alle sette e mezza siamo al quartier generale, ritiriamo il pacco gara e alle otto in punto siamo in piazza Santa Maria per la partenza. Stiamo tutti insieme, incontro un sacco di ciclisti che non vedevo da tanto tempo, ci sono anche tantissimi volti nuovi. Partenza alle otto e mezza, lasciamo sfilare avanti i più forti e veloci, con Rossella stiamo nelle retrovie e scambiamo due parole con gli altri partecipanti. Il nostro è un moto lento, fa parte del mio stile di andare in bici, che ho contagiato anche a Rossella e che è diventato anche suo stile di andare in biciletta. Dobbiamo godere di ogni momento e di ogni istante. Il serpentone si divide in due all’uscita di Oliena, i mulattieri svoltano a sinistra e si dirigono verso monte Maccione mentre noi stradisti giriamo a destra verso Orgosolo. Come sempre la partenza ci serve per registrare le sacche sulla bicicletta perché non si spostano mai prima della partenza. La strada si presenta subito in salita, la provinciale 22 verso Orgosolo è una strada tranquilla poco trafficata pedaliamo un po’ in gruppo un po’ da soli. Antonio Salis è il capo guida del gruppo di Terralba, sempre davanti ad aprire la strada. Lungo la strada si incontrano due sorgenti di acqua potabile, dove non ci fermiamo perché abbiamo le borracce piene dalla partenza. Dopo circa 19 km dalla partenza e 450 metri di dislivello arriviamo a Orgosolo. Orgosolo è un paese di circa 4000 abitanti, il territorio circostante è stato abitato dall’uomo già in epoca preistorica. Diventa famosa per l’alta concentrazione di Murales, circa duecento, il primo fu realizzato da un gruppo di anarchici milanesi nel 1967. Ci fermiamo al primo check point situato nel salone principale dell’albergo ristorante Sa ‘e Jana. Piccolo spuntino a base di torte artigianali, un caffè un bicchiere di coca e ripartiamo. La strada è un continuo saliscendi che nonostante Mamoiada sia distante solo dieci chilometri ci fa accumulare altri 250 metri di dislivello. Mamoiada è un centro abitato del Sopramonte di circa 2500 persone. È famoso per il suo carnevale che risulta essere il più antico della Sardegna dove vede come protagonisti i Mamuthones e gli Issohadores che fanno la loro prima apparizione durante la festa di Sant’Antonio Abate il 17 gennaio di ogni anno. Qui non ci fermiamo andiamo dritti per la nostra strada, conosciamo bene il paese già visitato in passato per altri eventi folcloristici. Sempre sulla SP22 continuiamo la nostra corsa di questo SXW in direzione Sarule, la vegetazione circostante ci avvolge, è ancora tutto verde, i prati sono stracarichi di fiori e l’aria è ricca di mille profumi. Il fiore principale di questo giro fino a ora è stato l’asfodelo da cui si ricava un ottimo miele. Gli organizzatori di questo giro sono stati bravi e ad ogni passaggio nei centri abitati ci fanno passare nelle zone storiche e più antiche. Sarule conta circa 1500 abitanti è famoso in tutta l’isola per la grande produzioni di tappeti tessuti a mano su teli verticali. Siamo a circa 45 km dalla partenza e siamo intorno alle 12:30, la pancia incomincia a chiedere carboidrati, ci fermiamo questa volta al bar Nuovo dove i locali ci offrono da mangiare e da bere. Noi per ringraziarli gli offriamo da bere. Sono stati molto gentili. Dopo quaranta minuti di pausa ripartiamo. Rossella si è riposata a mangiato, bevuto e ora è super attiva per ricominciare a pedalare. Prendiamo la SS128 direzione Gavoi ma appena due chilometri fuori dal paese svoltiamo a destra e prendiamo la provinciale 4 decisamente molto più tranquilla e priva di traffico. Ci è venuta comoda perché quasi tutta in discesa fino a Olzai, 120 metri di dislivello in appena 10 km. Olzai è un piccolissimo comune di 750 abitanti famosa per il suo mulino ad acqua recentemente ristrutturato ci fa capire che la popolazione è dedita all’agricoltura. All’uscita del paese ci fermiamo in un market per ripristinare i livelli di liquidi. Sono le 14 e la temperatura è alta e si suda parecchio. Dopo la breve sosta ripartiamo sempre in leggera discesa, sempre sulla provinciale 4 che si spinge verso il lago Taloro, non ci arriviamo perché circa due chilometri prima svoltiamo a sinistra sulla provinciale 29, quella che noi abbiamo ribattezzato la salita della passione. I km di salita sono 15 con 650 metri di dislivello da compiere. Rossella era convinta di essersi alimentata abbastanza per compiere la salita invece a metà strada è in deficit energetico e si ferma, le gambe non ne vogliono più sentire. Tra una sosta e l’altra per fare questa salita ci abbiamo impiegato quattro ore, senza mai lamentarci di nulla. L’allenamento è molto importante per tutti i tipi di uscite. Entrambi non uscivamo in bicicletta da nove mesi. Nonostante ciò, siamo andati avanti un po' in sella un po' a piedi fino alla cima dentro il centro abitato di Ollolai. L’andare in bicicletta è per l’ottanta percento testa il resto lo fa l’allenamento e la bicicletta. Ollolai conta 1200 abitanti più numerosissimi allevamenti di asinelli, il paese è diviso in cinque contrade dove ogni anno a luglio da cinquant’anni svolgono il palio degli asinelli. Un’altra nota positiva di questo paese è stato un reality show olandese girato nelle case del paese e reso famoso in Olanda. Abbiamo deciso di fermarci per passare la notte a Gavoi anche se la notte è ancora lontana. Le energie scarseggiano e di salita da fare per arrivare a Fonni ce ne ancora tanta. Alle 17 circa arriviamo a Gavoi. Comunque, la stanza era stata prenotata qui ancora prima di partire. Non avevamo messo in conto di arrivarci così presto. L’intenzione era quella di entrarci fare una doccia, mangiare qualcosa e ripartire. Invece abbiamo deciso di rimanerci tutta la notte. Abbiamo girato il paese a piedi, siamo andati a mangiare in ristorante e siamo andati a dormire molto presto. L’organizzazione ci ha chiamato verso le 19:30 incuriosita della nostra sosta anticipata a Gavoi rispetto agli altri partecipanti che sono andati avanti.

PARTENZA PIAZZA SANTA MARIA
PARTENZA PIAZZA SANTA MARIA
SFILATA
SFILATA
LINO E LINA
LINO E LINA
OLIENA NON SI VEDE PIU'
OLIENA NON SI VEDE PIU'
MAMOIADA
MAMOIADA
LAGO TALORO
LAGO TALORO
SIAMO ALLA FRUTTA
SIAMO ALLA FRUTTA
SALITA DELLA PASSIONE
SALITA DELLA PASSIONE
PRIMA ERAVAMO LI GIU'
PRIMA ERAVAMO LI GIU'
SSSS
SSSS

GAVOI - BAUNEI  126KM 2000 D+

Andare a dormire molto presto la sera del primo giorno del Trail è utile. Bisognerebbe farlo sempre, per poterlo fare sempre è necessario imporselo come regola. Ce lo mettiamo come obbiettivo giornaliero. Fermandosi presto, si fa a tempo a sciogliere le gambe con un po’ di passeggiata nel paese dove si decide di passare la notte, c’è tutto il tempo di mangiare e bere con calma. I CP sono punti di controllo dove ci si ferma per bere e mangiare qualcosa e si riparte, questi Trail nascono per far conoscere il territorio e in quei giorni far crescere l’economia locale in un periodo fuori dall’alta stagione. La prima a svegliarsi e Rossella, che ovviamente gira che ti rigira mi sveglia e mi convince a partire presto. Ci alziamo, facciamo un’abbondante colazione, ma soprattutto ci prepariamo la scorta da portarci con noi in caso di crisi energetiche. Oggi applico il protocollo NortCape4000, assunzione costante durante tutta la giornata di carboidrati e proteine (pane e mortadella) e acqua con sali minerali. Ieri abbiamo applicato il protocollo Rossella e non è andato tanto bene. Usciamo fuori dal B&B che sono le 5:15 fuori è buio, non si vede nulla. Accendiamo tutte le luci a disposizione e partiamo. Fa freddo, molto freddo. A fondo valle, lungo le sponde del lago di Gusana la temperatura è di 0 gradi centigradi. Siamo partiti imbottiti bene con tipico abbigliamento a cipolla. In prossimità dell’hotel sul lago svoltiamo a sinistra e prendiamo la SS389 in direzione Fonni, qui inizia la salita. Siamo riposati e senza mai scendere dalla bicicletta, tornante dopo tornate arriviamo in paese. Fonni è un centro abitato di poco più di 3500 abitanti famosa per i biscotti savoiardi e per gli impianti sciistici del Bruncu Spina e del monte Spada. Ci fermiamo al bancomat che incontriamo in traccia e proseguiamo spediti. Abbiamo da affrontare un lungo tratto di strada, circa 36 chilometri con 600 metri di dislivello senza incontrare nessun paese. Solo pecore, cavalli, asinelli e mucche abbiamo incontrato lungo il percorso. Ci fermiamo di frequente per ammirare il paesaggio e per godere della tranquillità e del silenzio che anima questi luoghi. Una volta arrivati in cima a passo del corr’ e boi ci fermiamo per foto di rito. Non sembriamo neanche in Sardegna, di fianco a noi un pascolo di vacche in alpeggio, chiudendo gli occhi, la mente vola tra le montagne trentine. Ci vestiamo e ripartiamo verso valle a velocità sostenuta stando attenti in curva a rallentare. Tutta discesa fino alla vecchia cantoniera di Pira ‘e Onni, da questo momento in poi spiana e leggeri saliscendi ci conducono nel centro abitato di Villanova Strisaili dove ci fermiamo per un’abbondate colazione domenicale alle 9. Abbiamo percorso circa 50 km con 1000 metri di dislivello fino a qua. Mezz’ora di pausa e via verso Villagrande Strisaili che risulta essere il comune principale di Villanova che conta 3000 abitanti e che è sede di produzione del Su Pistoccu, un foglio di pane sottile e secco e de Sa Strumpa una tipica lotta sarda riconosciuta dai coni.  Proseguiamo sulla strada principale fino alla fine e qui imbocchiamo la strada fantasma chiamata così perché è stata cancellata dalle mappe e dalla furia dell’acqua durante l’alluvione del 2004 dove morirono due persone. La strada è fatiscente, priva di protezioni laterali in alcuni tratti è assente anche l’asfalto. Bisogna procedere ad agio senza fretta. Dove non si riesce scendiamo e procediamo a piedi. Meglio cento metri a piedi che fermi riparando eventuali forature. La strada fantasma è lunga appena 15 km e unisce Villagrande con Talana paese abitato da 1000 persone, con dedizione verso la lavorazione e commercializzazione del prosciutto crudo. Altri quindici chilometri e siamo dentro in centro abitato di Urzulei dove nel centro sportivo del paese è stato adibito il CP2 di questo giro. Sono le 13:30 il sole è a picco e fa molto caldo ho le braccia tutte bruciate. Ad accoglierci ci sono Andrea Matzuzzi e Lisa Orgiana di supramonte x-wild che ci offrono da bere e da mangiare. Restiamo circa un’ora prima di ripartire i chilometri fatti fino al CP2 di giornata sono 87 con 1500 metri di dislivello. Il paesino di Urzulei ospita mille abitanti, appassionati di sa murra, infatti, qui si svolge il campionato. Altra nota positiva di questo piccolo paese è la cultura speleologica, infatti, viene considerata la capitale sarda della speleologia. Abbandoniamo Urzulei per spingerci fino alla costa est di Santa Maria Navarrese dove al bar sul mare incontriamo i fratelli Cherchi di Palau, Antonio e santino. Scambiamo due chiacchiere e ripartiamo questa volta in direzione Baunei. Ultima salita impegnativa di giornata. Siamo stanchi, non è molto tardi, sono circa le 18 e siamo fuori dal CP3 dove Maurizio Doro e Roberto Seu ci accolgono in pompa magna. Firmiamo, aiutiamo a sbaraccare il check point, visto che siamo gli ultimi. ripartiamo verso il nostro Hotel all’uscita del paese.

PARTENZA AL BUIO
PARTENZA AL BUIO
INGRESSO A FONNI
INGRESSO A FONNI
CORREBOI
CORREBOI
STRADA FANTASMA
STRADA FANTASMA
ATTENZIONE AL DIRUPO
ATTENZIONE AL DIRUPO
IL MARE
IL MARE
SCI SIAMO QUASI....AL MARE
SCI SIAMO QUASI....AL MARE
FELICI AL MARE
FELICI AL MARE
SANTINO E ANTONIO
SANTINO E ANTONIO
CI SIAMO QUASI
CI SIAMO QUASI