Ero indeciso se partecipare o meno a questo Trail, mancava poco alla partenza del Northcape4000 e avevo paura di farmi di nuovo male. Decido di partire ugualmente cercando di stare il più attento possibile. Avevo saltato la 450 km della Myland a causa dell’infortunio all’anulare della mano destra. Sapevo già dall’inizio che sarebbe stata molto impegnativa, sia per la distanza che per il dislivello e sia perché era la prima uscita in prossimità dell’estate e di conseguenza molto calda. Inizialmente veniva proposta da 250 km con 4000 metri di dislivello positivo e poi nel momento della definizione del percorso è stata modificata a 260 km con 5000 metri di dislivello. Il mio obbiettivo era di provare a chiuderla in 36 ore dalla partenza. Obbiettivo molto arduo ma ci volevo provare.

G-TRACK2019

 

Arrivo a Tempio il venerdì sera, partecipo alla cena di gruppo e la mattina successiva dopo aver fatto colazione al B&B 500 miglia mi dirigo in macchina al Quartier Generale situato all’interno dell’istituto Euromediterraneo di scienze religiose e storiche, dove nel campo da calcio è stato allestito il parcheggio. Ritiro pacco gara, preparo la bicicletta e nel portapacchi monto le borse laterali. Prima della partenza fissata per le ore 10 c’è il breefing di prepartenza. Il rettore del seminario partecipa al breefing e prima della partenza fa un benedizione generale a tutti i partecipanti. La partenza viene posticipata alle 11 a causa di un breefing troppo lungo. Siamo pronti, la traccia è stata attivata, le gambe pure, raduno alla partenza con foto di rito e finalmente si parte tutti insieme per una sfilata per il centro storico di Tempio Pausania, dopo qualche chilometro mi ritrovo subito in piena campagna in direzione Calangianus passando per Nuchis dove il gps si spegne per un aggiornamento e Luras. Qui il territorio è ricco di sugherete perché Tempio per chi non lo sapesse, è la patria del sughero. Usciti da Calangianus le strade di campagna si alternano tra asfalto e sterrate. Il primo Check point è situato presso lo Stazzo Multiccioni. Lo stazzo (il termine deriva dal latino "statio", stazione, luogo di sosta) è un insediamento rurale tipico, presente nel nord della Sardegna, dove in Gallura è conosciuto come lu stazzu. Mangio qualcosa e riparto.

Benedizione solenne

Prepartenza

Momento conviviale

Primo CP

In località Priatu mi fermo al bar e mangio ancora qualcosa, dopo pochi minuti arriva Pinuccio Maludrottu, Renato Cantara e Antonio Azara. Da questo momento percorriamo tutti insieme il cuore della Gallura circa 25 Km immersi nella natura fino ad arrivare nei pressi di Arzachena. Dove mi fermo in un bar di un distributore per mangiare un gelato. Alla ripartenza un crampo mi costringe a una sosta per fare un pò di stretching. Il tre avanti non se ne accorgono e rimango solo. Da qui sulla mia destra lungo la strada si gode di un magnifico panorama verso Cannigione. Subito dopo l’incrocio per Cala Ginepro sulla destra un sentiero si arrampica verso la punta di Monte Moro, qui foro la ruota anteriore per la prima volta, il foro è talmente grande che il latice all’interno del copertone fuoriesce senza riparare il danno. Mi fermo smonto il copertone, rimuovo tutto il latice secco e le spine presenti e monto una camera d’aria. Perdo circa mezz’ora per riparare la foratura, i miei compagni di viaggio sono sicuramente quasi arrivati al CP di Abbiadori. Percorro un sentiero in discesa in mezzo alla fitta vegetazione e mi ritrovo anche io ad Abbiadori al CP dove mangio una pizza e birra. Io sono sicuro, ho ancora forza nelle gambe, una bella notturna in Costa Smeralda si può fare. Convinco Antonio, Pinuccio e Renato a venire con me fino al successivo CP di Golfo Aranci. Sono 35 km con pochissimo dislivello da fare. Attraversiamo al buio con solo la torcia che illumina due metri davanti a noi, la spiaggia di Liscia Ruja, la spiaggia di Razza di Junco, Cugnana, il villaggio di Marinella e la spiaggia di Cala Sabina dove al bar consumiamo birra fresca sono circa le due della notte. Ripartiamo e dopo qualche chilometro siamo al Cp di Golfo Aranci. Sono circa le tre del mattino quando stendiamo materassino e dormiamo per qualche ora.

Si vede il mare

Siamo giunti a Arzachena

Prima foratura

Notturna

Seconda foratura

Alle sette del mattino, ripartiamo giro turistico di Monte Ruju e poi a Cala Moresca per poi arrivare in pieno centro a Golfo Aranci dove ne approfittiamo per fare una ricca colazione al bar vicino al porto. Poco dopo partiamo e percorriamo le cinque spiagge di Golfo Aranci, il centro abitato di Baia Caddinas, un single che ci porta a spiaggia Bianca e cala Sassari. Subito dopo abbandoniamo la costa per addentrarci di qualche centinaio di metri fino al villaggio di Pittulongu e da qui un nuovo sentiero fino al porto industriale di Olbia passando per dogana ezza, ancora cinque chilometri e siamo in pausa pranzo in un bar al centro di Olbia. Divoriamo alcuni panini e qualche litro di birra e ripartiamo direzione San Vittore dove ci attende la quarta postazione di spunta. Arrivati sul posto ne approfittiamo per mangiare ancora qualcosa, fare rifornimento di acqua e ripartire. Qui mi sento di giocare in casa anche se non sono del posto. I miei compagni di viaggio lo sono e mi descrivono ogni metro del percorso.

Michele

Cala Moresca

Antonio e Pinuccio

Antonio, Michele e Renato

Quattro amici a San Vittore

La giornata è molto calda. L’estate è alle porte, siamo subito dopo pranzo e il sole è rovente, dopo una piccola salita ci fermiamo nel piccolo borgo di Enas dove riempiamo borracce e ripartiamo. Una serie di salite e poi discese in mezzo al bosco ci portano verso il santuario della Madonna della neve dove mi ristoro, sbagliando, di un’acqua molto fredda che sgorga dalla sorgente. Sono molto accaldato e stanco e quest’acqua mi crea una sorta di indigestione con forti dolori addominali e nausea. Ci riposiamo circa un’ora prima di ripartire, perché comunque di salita da fare ce ne ancora, siamo più o meno al chilometro 200 mancano ancora 60 km all’arrivo di cui 40 da fare in notturna. Si riparte, il paesaggio continua a regalarci stupendi panorami, dall’alto si intravedono il mare da una parte e le montagne dall’altra. Poco prima dell’arrivo a monti stallono la ruota posteriore su una pietra affilata. Pinuccio mi cede una delle sue camere ancora a disposizione. Pedalo a rilento, il mio fisico non risponde più ai comandi, una profonda sensazione di vuoto mi assale, scendo dalla bicicletta perché ho i capogiri e la nausea. Procedo a piedi nonostante la strada sia in discesa, non mi fido più di restare in sella. Il CP di Monti lo raggiungo a piedi con la bicicletta a spinta. Quando arrivo i miei compagni di avventura sono già seduti a tavola che divorano la cena. Al solo pensiero di mangiare qualcosa mi viene da rigettare. A gestire il CP di Monti c’è Giovanni Forchiassin, uno degli organizzatori che nonostante la chiusura del CP alle 22 mi concede la possibilità di dormirci, perché sfortunatamente Monti non possiede strutture ricettive tipo B&B. Giovanni con molta più esperienza di me, mi consiglia di reidratarmi con della birra non troppo fresca perché ricca di sali minerali e carboidrati veloci da assimilare, per poi continuare con qualcosa di solido. Antonio, Pinuccio e Renato decidono di proseguire in notturna mentre io mi preparo il letto per dormire e ripartire all’alba.

Pediluvio

Santa Maria della Neve

Ministrante

Forse è il letto?

Mi sveglio parecchie volte la notte, e ogni volta mi siedo a tavola a mangiare qualcosa. Alle sei mi sveglio definitivamente, preparo la bicicletta, gonfio la ruota anteriore che sicuramente ha un piccolo foro e alle sette parto, mi fermo per fare colazione al bar. All’uscita di Monti nei pressi della stazione imbocco il percorso del vecchio tracciato della ferrovia della tratta Monti Tempio ormai dismessa. Il percorso è molto pedalabile una leggerissima pendenza di al massimo 2% mi porta in quota attraversando lunghissimi vigneti e boschi di querce da sughero nei pressi di monte la Trona. Da qui una discesa mi porta fino alla zona industriale di tempio e per finire con una salita impegnativa su asfalto fino al punto di arrivo al quartier generale.

Stazione di Monti

Sarà buono il vino di Monti?

Quercia in gravidanza

Vecchia ferrovia

Vegetazione primaverile

Da questa avventura ho imparato tante cose, soprattutto quello di non bere più acqua fredda, di portare con me almeno due camere d’aria. Molto importante è imparare ad anticipare quello che il corpo ci comunicherà, perché la bicicletta libera la mente e la apre a nuove opportunità e per poter incontrare nuove opportunità è bene essere lucidi e consapevoli dei rischi che si potrebbero presentare.

Sughero

Se volete, potete anche visionare la pagina Facebook " il lento pedalatore" per vedere più fotografie.