NORDKAPP PARTE SECONDA

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Da Sakiai a Bauska. 235 km - 643 D+

 

Sveglia con calma oggi mercoledì 4 agosto, piccola diretta facebook dove faccio vedere un po' la cittadina dove ho passato la notte e alle 8 circa colazione al bar con caffè e cornetto alla crema. Finalmente la mia colazione preferita. La mattinata scorre tranquilla. Riga che è il terzo check point è sempre più vicina non ci arriverò oggi, sicuramente domani per l’ora di pranzo. La pausa pranzo la faccio seduto in terra fuori dal market a Raseiniai insieme ad altri concorrenti, ricordo Marc Vissers seduto di fianco a me che mangiava l’impossibile. Ho pedalato parecchie volte in scia con questo bravissimo atleta. Ancora trenta chilometri di leggera salita dopo pranzo e poi discesone infinito di cento chilometri fino al confine con la Lettonia. Ancora una decina di chilometri e arrivo a Bauska, dove ceno al fast food del distributore di benzina poco distante dall’albergo scelto.

Pronte alla partenza

Grano e tanto grano

Un attimo di riposo

Grano a palate

Confine Lituano - Lettone

Da Bauska a North Vidzeme 184 km - 478 D+

 

Mi sono regalato la colazione all’albergo, non l’ho pagata ieri notte quando ho preso la camera. Scendendo verso l’uscita mi sono imbucato dentro la sala e ne ho approfittato. Sono quasi le nove e la temperatura è quella giusta, è arrivato il momento di partire. Oggi si che mi sento riposato e a stomaco pieno. La coltura principale di questo stato è il grano, incontro tantissimi depositi stracolmi, il grano viene stoccato direttamente in terra all’aperto. Addirittura, un volo di piccioni vi ci atterrava sopra per mangiare. In questa giornata ho pedalato prima di arrivare a Riga lungo una strada sterrata di trenta chilometri circa dove ho anche forato la ruota posteriore. Riga che è la capitale della Lettonia è molto carina è ben curata. Di fianco alla Casa delle Teste nere vi è il nostro punto informazioni per timbrare il cartellino del viaggiatore. Ne approfitto per una sosta pranzo presso uno dei locali convenzionati con la manifestazione. Finalmente mangio cibo locale e tradizionale. Resto fermo in città per circa tre ore tra timbratura pranzo e caffè. Non mi resta che partire, altri cento chilometri alla ricerca del posto dove dormire, in un campeggio sulle sponde del lago Ladezers trovo un alloggio dove passare la notte, una tipica casa tutta in legno dal tipico odore di abete, con tanto di sauna finlandese e caminetto per il fuoco. Peccato non aver trovato un accendino per poterlo sfruttare.

strada sterrata

Casa delle Teste Nere

e siamo a tre

Monumento alla Libertà

ottima vista da lassù

Da North Vidzeme a Tori Vald. 180 km - 423 D+

 

Alle nove meno un quarto si parte, la giornata si prospetta buona, il cielo è sereno e la temperatura si aggira intorno ai 15 gradi, un paio di foto al lago e si parte. Al market di Limbazi ci fermiamo per fare colazione. Un buon caffè americano e alcuni pasticcini. Mi compro anche due panini per il pranzo, anche oggi non so cosa posso trovare lungo il percorso per pranzo. Purtroppo ho notato che questo tracciato è stato fatto al computer, poteva essere qualcosa di incredibile modificando di poco il tracciato, come nel 2019 che si passava affianco a cittadine ricche di servizi per il ciclista soltanto perché così si tagliava. A Mazsalaca ci fermiamo a pranzo al solito market di passaggio, gelato, yogurt, panini, bibite energetiche, qualche barretta energetica e acqua, tanta acqua. Riparto perché il tempo si sta facendo brutto, un forte vento si solleva e la temperatura si è abbassata notevolmente. Al novantanovesimo chilometro della traccia di oggi sconfino e attraverso il settimo confine tra Lettonia ed Estonia. Foto di rito con gli altri ciclisti che stanno pedalando con me. Attraverso una piccola cittadina chiamata Kilingi Nomme, non mi fermo e proseguo diritto il vento mi sta provando le forze, in nove ore di sella ho percorso solamente 116 chilometri. Nei pressi di Tori incomincia a piovere trovo un alloggio dove passare la notte e mangiare qualcosa.

Da Tori Vald a Kerava passando per Tallin e Helsinki. 168 km - 500 D+

 

Mi rimetto in traccia attraversando un piccolo ponte tibetano sul fiume, una piccola scorciatoia con una strada di campagna per riacchiappare la strada verso Tallin. Anche oggi il risveglio è bagnato, dunque partenza tutto bardato per affrontare questi ultimi chilometri della terra Estone. La temperatura è bassa rispetto agli altri giorni. Conto e spero di arrivare per l’ora di pranzo nella capitale. Invece tutti i piani saltano, pioggia e vento contro mi rallentano tantissimo, la paura di cadere mi assale, vado lentamente e arrivo a Tallin per le 15, facciamo il biglietto e ci imbarchiamo per Helsinki alle 16 e mezza. Qui durante il viaggio in traghetto pranzo al ristorante della nave. Ero indeciso se continuare a pedalare o fermarmi e ritornare indietro. I chilometri fatti erano tanti ma ne mancavano ancora molti. Il freddo cominciava a farsi sentire e la pioggia degli ultimi giorni mi aveva fatto pensare male. Sbarcato invece le cose sono andate diversamente, la temperatura era migliorata e non pioveva più. Decido di rimettermi in sella e continuare. Ho individuato un hotel a Kerava dove passare la notte a circa 40 chilometri dalla capitale.

Da Kerava a Jyvaskyla. 263 km - 2190 D+

 

Domenico Ghiotto per motivi tecnici si ferma un giorno in più a Kerava per risolverli. Io e l’altro ragazzo che sta pedalando con me andiamo avanti. Nonostante la presenza di tantissimi laghi percorro tantissime strade in salita. La Finlandia da pedalare o comunque da percorrere sia in macchina che in moto è fantastica. L’acqua rende i paesaggi unici e rari. Ogni lago ha il suo fascino. Andando a un ritmo lento come un ciclista lento come me, si ammirano ancora di più i paesaggi. Dopo 35 chilometri incontro Mantsàlà dove mi fermo per colazione e per comprare cibo per il viaggio di oggi. A mezzo giorno circa sono a Karkola, qui mi fermo per il pranzo come tutti i giorni a base di prodotti veloci da market. Dopo qualche chilometro incomincio a scoprire i primi laghi e subito dopo il primo grande lago nella provincia di Asikkala. Una lunghissima lingua di terra artificiale con l'acqua da entrambe le parti mi porta in una isoletta dove mi fermo per mangiare un gelato e un panino. Al chilometro 153 della giornata mi fermo a Sysmà perché sta piovendo tantissimo, riparto e scopro che a neanche duecento metri in traccia c’era un market. Nuova fermata per ripristinare le scorte e via. So dai suggerimenti dei ciclisti più avanti che dopo Sysmà per cento chilometri non si trova nulla, e così è stato. Ho pedalato fino alle 22 circa. Ho mangiato una pizza e poi verso mezzanotte ho trovato un hotel dove andare a dormire a Jyvaskyla. Chilometri percorsi 262 con poco più di 2200 metri di dislivello.

sono perplesso

il lago della pausa panino

panino e gelato

Monet

Ylisto Bridge

Da Jyvaskyla a Kinnula. 187 km - 1330 D+

 

Colazione abbondante oggi in hotel. La partenza alle 8 e 30. Giornata umida con spruzzi di pioggia. Il percorso è un continuo sali e scendi, la vegetazione cambia qui le foreste si intervallano con campi verdi di grano e foraggio, le renne incominciano a farsi vedere, ogni volta che ne incontro una mi fermo a fotografarla, sono uno spettacolo, non ne avevo mai vista una dal vivo prima di oggi. Mi piacerebbe toccarle ma sono molto diffidenti. Prima tappa a Laukaa per un caffè, mentre ad Aanekoski nelle sponde del lago Kuhnamo dopo 45 km dalla partenza di oggi mi fermo per fare rifornimenti per il pranzo. Qui parte la nuova deviazione che l’organizzazione ci ha mandato dopo la partenza. Se giri a destra e vai sul vecchio percorso la strada è trafficata e pericolosa, se invece giri a sinistra la strada è più tranquilla e meno trafficata però è più lunga di cento chilometri con un tratto di altri trenta chilometri di strada bianca. Non importa fossero anche di più, la sicurezza viene prima di tutto. Prendo panini in più e li lego alla sacca sottosella. Per cento chilometri non si trovano rifornimenti, solo piccoli paesi senza risorse utili. Anche oggi mi fermo tantissime volte a fare foto. Così è stato per 100 km nulla, solo boschi, campi verdi e tanta acqua ma non dal cielo questa volta. Mi fermo a bere un caffè americano nel bar di un distributore di carburanti prima di entrare nel borgo di Kivijarvi. Sono quasi le sette di sera e di hotel per passare la notte non se ne vedono neanche con i binocoli. Pedalo ancora, non ho fatto tanto oggi, continuo nella speranza di trovare un letto dove passare la notte, all’aperto non è possibile, qui le zanzare sono in aguato a ogni ora e a ogni temperatura. A Kinnula mi fermo in un market a comprarmi la cena e qui che trovo un annuncio in internet per un alloggio in una casa tipica finlandese. Mi compro la cena al market che poi cucinerò nella casa che ho preso. La casa è bellissima siamo solo in due e c’è anche la possibilità di accendere in fuoco per riscaldarci.

Chiuse di collegamento

trasporto pane

qualcuno me la traduce?

ubriaconi

finalmente un pò di sano calore

Da Kinnula a Oulu. 253 km - 753 D+

 

Giorno 18 dalla partenza, sono quasi arrivato, mancano circa mille chilometri all’arrivo. Sono gasato e motivato a finirla. Menomale che ieri ho comprato anche qualcosa per la colazione. Il primo bar market l’ho incontrato a 45 km dalla partenza di questa giornata a Reisjarvi dove faccio una breve sosta. Riparto e dopo altri trenta chilometri mi rifermo per una pausa un po' più lunga. Ho bisogno di far riposare le gambe, oggi ho intenzione di arrivare a Oulu. Per pranzo mi fermo verso le 15 a Haapavesi in pizzeria. Una bella pizza al kebab e tanta birra. Mi servirà anche se so che ripartirò a rilento, ricca di sali minerali è un ottimo integratore. Sono a 120 km da Oulu, da questo momento in poi non posso fermarmi se voglio arrivare in tempo per la notte. Ci arrivo alle 22:30 in pieno giorno, più vado in alto e più è luce. È dal viaggio in Islanda che non vedevo così tanta luce di notte. Oggi ho pedalato per 253 km in 13 ore di sella.

Tipica casa Finlandese

La casa della legna

di nuovo lo sterrato

sta preparando

il sole alle 22

Da Oulu a Rovaniemi. 221 km - 834 D+

 

Giorno 19, ci sono quasi. Oggi spero di arrivare a Rovaniemi città, al primo market devo assolutamente fare rifornimenti seri. Questa di oggi sarà una tappa dove non dovrei trovare quasi nulla lungo il percorso. Devo pensare al pranzo e forse anche alla cena. Tutto dovrà essere portato sulla bicicletta. Faccio una ricca colazione nell’hotel dove ho passato la notte e soprattutto porto via qualche nutella e marmellata. La temperatura esterna è buona, non fa tanto freddo. Mi fermo al market della piccolissima cittadina di Yli-li. Faccio grandi rifornimenti di acqua, pane, miele, yogurt, mi mangio subito un panino e un gelato. Lungo il percorso restante incontro tantissime renne, i boschi di abeti si fanno sempre più bassi, e il territorio è pieno di acquitrini. Per fortuna le zanzare non sono più cattive come quelle iniziali della zona di Helsinki. Percorro i restanti 170 km della giornata a una velocità abbastanza sostenuta, 21,8 chilometri all’ora. Non ho trovato paesi dove fermarmi a rifornire. Sono arrivato a Rovaniemi città senza acqua e senza cibo intorno alle dieci e mezza della sera. Vado a dormire all’hotel Santa Claus e a cena da Amarillo a mangiare carne. Sono contento manca poco all’arrivo solo 750 chilometri.

Fiume Oulujoki

Renna

Cambio di regione

Ci siamo quasi

Ma non siamo ad Agosto

Da Rovaniemi a Tankavaara. 228 km - 1039 D+

 

Ricca colazione in hotel, oggi si parte con molta calma. Devo partire in modo da arrivare al Santa Claus village giusto in tempo per l’apertura, così da non perdere tempo. Temperatura esterna intorno ai quindici gradi. Vento leggero in direzione contraria, la giornata sembra buona il cielo è azzurro senza nuvole. Oggi indosso il completino estivo del Ganixedda con maglia della Northcape. Ci impiego circa un’ora per arrivare al villaggio di babbo Natale in pieno circolo polare artico 66° 32’ 35’’ in piena Lapponia. Faccio alcune foto e poi vado a trovare e fare una chiacchierata con Santa Claus, cavolo esiste davvero e conosce pure il pecorino, me ne ha chiesto una forma da lasciare sul tetto insieme alle carote per le renne. Riparto subito, mi fermo a Vikajarvi per alcuni rifornimenti, il bar di babbo natale era troppo caro. Mentre a Kayramo mi fermo per pranzo tipico al bar di un distributore in mezzo al nulla. Sono circa le 18 e sto entrando a Sodankyla, guardo su google se ci sono hotel nelle vicinanze e vedo che a Vuoto ce n’è uno. Arrivato in questo piccolo borgo mi accorgo riguardando su booking che non c’è più posto. Sicuramente ci sono molti ciclisti o turisti in zona. Ricontrollo e vedo che non molto distante da qui nel villaggio di Tankavaara c’è un alloggio. Arrivato mi accorgo di essere ritornato indietro nel tempo, è una ricostruzione di un villaggio ai tempi della febbre dell’oro.

Gate 4 Santa Claus Village

Colpi di sonno

Strada pista aeroporto

Ci prepariamo alla pioggia

Cena tipica Finlandese

Da Tankavaara a Porsanki. 266 km - 1831 D+

 

Niente colazione oggi al villaggio dell’oro di Tankavaara il bar apre alle nove e sono ancora le sette. Esco in giardino a giocare con le renne, riesco ad accarezzarne una e a tirare la coda a un’altra. Mentre pedalo mangio alcuni panini vuoti che avevo nella sacca e alcune marmellate prese nelle colazioni in hotel dei giorni scorsi. La strada che sto percorrendo oggi è abbastanza facile almeno in questi primi chilometri, non ci sono salite incredibilmente difficili, piccoli strappetti che mettono alla prova le gambe. A Ivalo, sono passati circa sessanta chilometri dalla partenza di oggi, sono le 11 del mattino e una tavola calda offre tantissime cose buone da mangiare. Mangio di tutto, dalle lasagne alle patate al forno allo stufato di renna. Anche Ivalo è stato l’eldorado della Finlandia, è piena di monumenti che ne ricordano il periodo. A Inari ci fermiamo per rifornimenti intorno alle tre del pomeriggio mentre a Karigasnemi arriviamo alle 20, mangiamo una pizza e ci prepariamo per ripartire. Alle 21 meno dieci attraversiamo il confine, giusto in tempo perché in Norvegia si può entrare solo dalle nove alle ventuno. Noi eravamo convinti di questo perché l’organizzazione ci aveva comunicato questa regola, invece non sapevamo che in Norvegia l’ora reale era indietro di un’ora. Pedalo fino alle due del mattino perché volevo godermi lo spettacolo della notte artica e pedalare con la luce. Oggi non dormirò in un letto comodo, rinuncio a tutti i confort e decido di dormire alla fermata dell’autobus a Skoganvarre. Quella di oggi è stata una giornata impegnativa, la Finlandia mi ha regalato ancora una volta paesaggi indimenticabili, i grandi laghi sono stati i miei veri compagni di viaggio. Attraversato il confine con la Norvegia ho incominciato a sentire l’odore del mare e la vegetazione piano piano è sparita e distese enormi di prato hanno preso il posto ai grandi alberi della Finlandia. La temperatura media della giornata è stata di 11 gradi i chilometri percorsi 266.

Villaggio Tankavaara

Nebbia agli irti colli

L'isola nel lago

Confine Norvegese Finlandese

Notte artica

Da Porsanki a Nortkapp. 218 km - 1887 D+

 

Non sono riuscito a dormire tantissimo, solo due ore. La panchina era piccola e in due non si poteva stare comodamente. Il freddo entrava nelle ossa, l’aria era ricca di umidità e una nebbiolina bassa avvolgeva la fermata dell’autobus. Vi sono svegliato un sacco di volte e alle 4 del mattino ho deciso di riporre il telo di emergenza dentro la sacca, di fare un po' di ginnastica per scaldarmi e di mangiare qualcosa per rimettere in moto il corpo. Tra una cosa e l’altra alle cinque sono in sella in direzione Lakselv, ci arrivo velocemente, la strada è tutta in discesa. Sono felice di vedere il mare, percorro la strada che costeggia il Porsangerfjorden, uno dei fiordi più lungo della Norvegia, appena 120 chilometri. Fino ad arrivare al mare la strada è stata in discesa poi ha incominciato ad assomigliare alla costiera per villasimius, un continuo Sali e scendi. Alle dieci mi fermo in un market per colazione mentre per pranzo mi fermo a Olderfjord. Nella panchina del tavolo esterno al ristobenzinaio ne approfitto per un sonnellino. I cartelli ogni dieci chilometri mi accompagnano verso capo nord. Sono contento di questo grandissimo traguardo, ci sono voluti tre anni per arrivarci veramente. Nel 2019 mi son ritirato, nel 2020 è stata annullato e nel 2021 ci sto arrivato. Il gps segna 165 km dalla partenza di oggi e davanti a me intravedo l’imboccatura della galleria che mi porterà nell’isola di Mageroya, è lunga 6870 metri e 212 metri sotto il livello del mare. Ci metto un’ora a percorrerla tutta, la temperatura esterna prima di entrarci è di 7 gradi, nella parte più bassa a -212 è di 4 gradi. Fa molto freddo e la salita per uscire fuori è molto impegnativa e pericolosa. I mezzi sfrecciano a velocità sostenute. Questa è la galleria più pericolosa che ho attraversato in bicicletta in tutta la mia vita. Alle 17:30 vedo di nuovo la luce. Altri trenta chilometri di pianura fino a Honningsvag e poi l’ultimo tratto di 25 km come il giorno della partenza con 800 metri di dislivello a 4 gradi di temperatura esterna. L’emozione è tanta, ma sono triste. C’è stato un luto in casa di Rossella, la mia compagna, il covid ha portato via a distanza di un anno un altro componente della sua famiglia. Arrivo alla Sfera di Capo Nord il 14 agosto alle 20:50 esattamente dopo 21 giorni, 12 ore e 20 minuti dalla partenza di Rovereto. 4700 chilometri corrispondenti a due milioni trecentocinquanta mila giri di ruota, una caduta, una foratura, un forcellino piegato, un raggio rotto, tantissimi colpi di sonno e tanto dolore al fondo schiena. N’è valsa veramente la pena. Ho visitato luoghi incantati, percorso foreste incredibilmente verdi, città dalle mille culture. Con questo giro sono entrato nel fantastico mondo dell’Ultracycling.

Oggi bel tempo a Laksev

Essiccatoi

Storie di stoccafissi

Ci sono quasi

Mi sono scordato la maschera antigas

NordKappTunnel

Selvatic Renna

Mi sa che mi ritiro

Manca pochissimo

I am the Campion

Considerazioni

 

Questo Northcape4000 l’ho preparato testando l’assetto della bicicletta negli ultimi due anni poiché l’edizione del 2020 è stata rinviata al 2021 causa covid. Nel 2019 mi sono arreso in Svezia perché non conoscendo il tipo di manifestazione ero partito con biciletta e attrezzatura sbagliata e di conseguenza mi sono ritrovato a pedalare da solo per quasi tutta la durata della manifestazione perché troppo lento. Rientrato dall’edizione 2019 ho incominciato ad allestire la mia bicicletta da strada con sacche e borse da bikepacking come erano d’altronde tutti gli altri ciclisti. A inizio 2020 la pandemia ci colpisce e tutti gli eventi vengono traslati all’anno successivo. Nell’estate del 2020 faccio un test drive sulla bicicletta e sulle gambe per verificarne la preparazione percorrendo l’anello sardo in senso antiorario. Ho avuto occasione di scambiare pareri e consigli con altri ciclisti che avevano portato a termine l’impresa negli anni passati. Alla partenza a Rovereto ci vado in nave, riscaldando le gambe prima della partenza, testando un tratto in bici in Toscana da Livorno a Firenze e infine in treno. Percorro il tracciato della North Cape 4000 pedalando insieme ad altri cicloturisti di tutta Europa, di alcuni non ricordo il nome. Un grandissimo ringraziamento va a Domenico Ghiotto, 71 anni, è stato quello che mi ha sorpreso di più, ha faticato tantissimo per restare in gruppo, arrivato in Finlandia a Helsinki ha deciso di staccarsi per ritornare a pedalare alla sua velocità, peccato si sia fermato a Rovaniemi. Ho imparato tanto da lui. Fabio Cattelan ha pedalato alcuni giorni con noi, abbiamo condiviso gioie e dolori, siamo caduti entrambi lo stesso giorno, lui è stato uno dei miei soccorritori quando sono finito a terra. Marc Vissers, l’ho sopranominato the bottle man, aveva dei problemi di salute al collo e per soffrire il meno possibile e continuare a pedalare viaggiava poggiando il mento su una bottiglia legata allo sterno, i primi giorni ho avuto la possibilità di pedalare in scia e viaggiare più velocemente. Poi ci sono un gruppo di altri quattro ragazzi sardi che facevano parte di un progetto, con loro ho avuto la possibilità di pedalare per alcuni chilometri il secondo giorno, li conoscevo tutti perché in Sardegna avevo avuto occasione di fare qualche uscita. Ho avuto difficoltà a scrivere in prima persona le storie di ogni giorno come se fossi andato in solitaria, non sono abituato a farlo quando pedalo con qualcuno. Ho condiviso un mese della mia vita con questi cicloturisti. Ho pedalato tutti i giorni insieme a un compagno di viaggio che non mi sento di nominare, nonostante il suo comportamento scorretto al rientro dal viaggio è stato un bravo atleta, un motivatore e un bravissimo interprete.