TRAIL DALL'ANGLONA ALLA NURRA 2019

 

 


Questo Trail è il primo della zona del Sassarese, i percorsi proposti sono tre: uno corto (120 Km), uno medio (230 km) e uno lungo (450 Km) rispettivamente indicati come: lepre, daino e cinghiale. Gli organizzatori sono Giovanni, Gianluigi e Alessandro della ASD Anglona Nurra MTB. Per questa edizione numero uno del sassarese, scelgo di partecipare al medio, 230 km circa di lunghezza con un dislivello complessivo di 5.500 metri. La partenza è fissata per venerdì 25 Ottobre alle 10 del mattino. Decido di soggiornare in zona, così da essere il più vicino possibile la mattina della partenza. Sassari mi sembra la città più azzeccata e decido di dormire in Hotel, il Leonardo Da Vinci è la soluzione migliore. Il parcheggio interno e la colazione abbondante fanno sì che il sonno sia più tranquillo. 


Sveglia con calma, faccio colazione e parto, arrivo alle 9 a Bulzi, paese della regione storica dell’Anglona che conta circa 500 abitanti, il punto di partenza e arrivo di tutte le distanze. Il percorso prevede l’attraversamento dei seguenti territori comunali di Bulzi, Laerru, Erula, Perfugas, Santa Maria Coghinas, Valledoria, Castelsardo, Tergu, Osilo, Sennori, Sorso, Sennori, Sassari, Osilo, Nulvi, Sedini e per finire di nuovo a Bulzi. Alla partenza presso il quartier generale sono presenti i rappresentanti più illustri del bikepacking della Sardegna che percorreranno la distanza lunga, tra questi Oscar Aramu, Roberto Fanni, Antonio Marino, Amos Cardia, Monica Angioni, tutti atleti di grande esperienza dei trail internazionali. Atleti importanti partecipano anche al medio e al corto, ognuno in base alla propria preparazione psicofisica. Tutto è pronto per la partenza, se non fosse che è in corso un diluvio, ma è inutile aspettare si parte comunque, ci schieriamo sulla linea di partenza e alle 10 inizia il trail. Riusciamo a percorrere appena quattro chilometri in due ore, dal cielo arriva così tanta acqua che le strade di campagna si trasformano in pantani e il fango si attacca alle ruote bloccando tutto: ruote, freni cambio, tutto ciò che sta attorno alle ruote si impasta in un blocco unico rendendo la bicicletta inutilizzabile. Troviamo rifugio lungo la strada presso il giardino di un allevatore dove laviamo i nostri mezzi con dei secchielli di acqua. Da quel punto in poi le condizioni stradali migliorano e piano piano, chilometro dopo chilometro, arriviamo a Laerru al sesto chilometro dalla partenza. Da questo momento in poi il grande gruppo si sfalda e si formano una serie di gruppetti autonomi che procedono silenziosamente lungo i sentieri. Nel gruppo dove sono io c’è Antonio Azara, Francesco Pala, Pinuccio Maludrottu, Renato Cantara, Salvatore Mongili, Roberto Fiorino e qualche altro. Tutti amici “biciclisti” conosciuti in passato. La pioggia aumenta di consistenza ma finalmente arriviamo al check-point di Erula al chilometro 22, dove cerchiamo di asciugarci e approfittando dell’ora decidiamo di mangiare qualcosa. Pasta fredda, patate lesse, sali minerali e acqua sono il pranzo messo a disposizione per i partecipanti. Aspettiamo che l’intensità della pioggia cali un pochino per uscire fuori e riprendere. Qui il gruppo si divide in due, uno cerca riparo in un bar mentre io, Renato e Pinuccio proseguiamo fino a Perfugas, chilometro 44. Qui decidiamo di fermarci per sorseggiare qualcosa di caldo, un caffè può andare bene, e soprattutto per rifornire di acqua le nostre borracce ormai quasi a secco. Nei trail in mountain bike non devono mai mancare acqua e cibo. Il gruppo originale si ricompatta e veniamo a scoprire che Salvatore si è ritirato causa rottura dell’asta telescopica della sella. Ripartiamo ma sfortunatamente il gruppo, causa guasti meccanici vari, si disgrega di nuovo. Io pedalo insieme a Francesco attraversando prima Santa Maria Coghinas, km 58, San Pietro a mare, km 70, la Ciaccia, km 73 e da qui in poi un altro percorso di guerra completamente al buio. Dopo sentieri ricchi di fango gommoso che blocca le ruote e strade picco sul mare arriviamo a Baja Ostina e da qui a pochi chilometri nel paese di Castelsardo al km 81. Ci concediamo una pausa di riflessione, sono le 20 e 30 ed è anche un buon pretesto per il lavaggio bici. Ci fermiamo giusto in tempo in un negozio di frutta e verdura a comprare dell’acqua quando un bomba d’acqua scende dal cielo. Appena si attenua un po' ripartiamo affrontando una strada tutta in salita, passiamo nei pressi della chiesa campestre dello Spirutu Santu per poi dirigerci verso Multeddu con l'intenzione di prendere qualcosa al bar che sfortunatamente troviamo chiuso. Scambiamo due chiacchiere con dei carabinieri fermi in un posto di blocco, uno dei due è appassionato delle due ruote. Si riparte in direzione Roccia dell’Elefante e da qui salitona verso Tergu, km 102, dove arrivo oltre la mezzanotte; lungo la strada verso il B&B Artemisia, che sarà la mia dimora per la notte, incontro Roberto Fiorino. La proprietaria ci prepara una deliziosa cena e all’una e mezza sono a letto.

Sveglia alle 7 del mattino per il secondo giorno. Preparazione di rito del velocipede e via a fare colazione al bar, cornetto alla marmellata, caffè e succo di frutta. Passo al check point per firmare il mio passaggio e ne approfitto per lavare dal fango la bicicletta. Ripartiamo in tre: io, Antonio e Francesco. Nel frattempo Pinuccio e Renato si ritirano per dei problemi meccanici. Visti i chilometri da macinare anche oggi ci rimettiamo in marcia e dopo una serie di salite e di discese arriviamo in località Pirastreddu dove chiediamo a una signora dell’acqua. Da qui una salita ci porterà al cantiere forestale, ma prima che abbia inizio, ci fermiamo a mangiare melagrane che la natura gentilmente ci offre. La salita è impegnativa, una serie di tornanti ci consente di arrivare in cima senza grossi problemi, la tagliafuoco invece va fatta a piedi perché è troppo in pendenza. Arrivati in cima ristoro e poi discesa fino a Sennori al km 129. Pausa al bar e si riparte subito verso Sorso, km 131, per poi ritornarci al km 153 non prima di aver attraversato la pineta della Marina di Sorso dove, complice una distrazione, cado brutalmente dalla bicicletta e vado a sbattere contro un muretto a secco procurandomi una serie di graffi alla gamba sinistra. Superato il centro abitato di Sorso si sale nuovamente verso Sennori e nelle campagne limitrofe verso Sassari. Il check point è situato in un antico Mulino ristrutturato al km 159, piccola pausa per mangiare e bere qualcosa, nel frattempo io ne approfitto per scaldami un po' la schiena seduto davanti al caminetto. Si riparte, sono le 18 e dobbiamo muoverci se vogliamo arrivare in orario decente a Osilo per la notte. Costeggiamo il letto del rio Gabaru e rio Barca fino alla sorgente Barca. Da questo momento in poi, attraverso un sentiero lungo e tortuoso, in un continuo sali e scendi al buio, si giunge con arrivo in salita a Osilo km 196 dalla partenza alle 23 circa. Cena in pizzeria e poi di corsa al B&B Sas Ventanas. Qui troviamo alloggiati nello stesso appartamento: Michele Sassu, Michele Vacca e Stefano Masala. Mentre i due Micheli sono già a letto, scambiamo due chiacchiere con Stefano.

 

Il terzo giorno la sveglia è con calma, la colazione è servita nel B&B, qualche riparazione alle biciclette e si parte. La destinazione è Nulvi al km 215 e più precisamente al check point per una breve pausa ristoratrice e per cambiare le pastiglie dei freni anteriori della mia bike. Lunghissima discesa veloce perché con i freni nuovi posso osare di più. Salita e lunga discesa del cinghiale di quattro chilometri verso Sedini al km 233 e subito dopo senza neanche quasi accorgercene arriviamo a Bulzi al Km 237. Il giro è concluso km totali 243 con circa di 5500 metri di dislivello in 51 ore e 35 minuti.

Prepartenza

Panorama

Valledoria

Castelsardo

B&B Artemisia

Melagrana

Marina di Sorso

I Mulini

Ponte ferroviario

Malaspina