Tra dire e il fare c'è di mezzo il mare.

Lunghezza percorso 300 chilometri. 

Dislivello totale 7900 metri

Già prima di partire pensavo a quale sarebbe dovuto essere il titolo di questa nuova avventura. Tra il dolce e il salato c’è di mezzo il Flumendosa. Sì, proprio il dolce, perché questo è stato il Trail dei fiumi di acqua dolce che grazie ai temporali dei giorni precedenti, hanno fatto si che fossero attivi. E il salato? Il salato rappresenta il giro di boa là dove il Flumendosa ricco di acquee dolce si incontra e si miscela con il salato del mare.

Alla partenza di questo tour lungo organizzato da Amos Cardia di Sardinia Biking ci sono io, Antonio Azara, Pinuccio Maludrottu e Renato Cantara e altri 24 partecipanti. Francesco Pala questa volta non è dei nostri e partecipa alla 100 km. Abbiamo deciso di farlo insieme e soprattutto di fare la Lunga, la 300 km con 7900 metri di dislivello positivo. Ci diamo appuntamento alle 7:30 davanti al Quartir generale situato nel centro del paese di Belvì. Prepariamo le biciclette ritiriamo il pacco gara, la targa con il nome, il gps satellitare per la diretta e alle si 8 parte. Ci fermiamo qualche minuto ad Aritzo a fare colazione, per poi continuare verso località Norcui dove guadiamo il Flumendosa, nel tragitto incontriamo la chiesa montana di Santa Maria della Neve. All’ora di pranzo siamo a Seui dopo aver pedalato in cima alla vetta più alta del giro nei pressi del monte Perda Fogu. A pranzo divoriamo tutto quello rimasto nel bar per poi ripartire in direzione Perdasdefogu a 30 km di distanza. Arriviamo alle 19:00 circa dove decidiamo di andare a mangiare presso la pizzeria la ruota situata in centro. Mangiamo pizza e birra caffè e digestivo. Alle 21:30 siamo di nuovo in sella direzione Villaputzu. Da qui in poi nessun incontro con la civiltà fino al paese che dista circa 60 chilometri. Partiamo con il buio, qualche pezzo di pizza per una pausa intorno a mezzanotte e i rifornimenti a pieno carico di acqua. Il tempo è incerto, ogni tanto uno spruzzo di acqua, che non ci preoccupa. La cosa che ci preoccupa di più sono i fulmini, di questi ne cadono tanti a ripetizione, una tempesta ci gira attorno. Lungo questo percorso fino a Villaputzu saltiamo un’infinità di cancelli forestali chiusi. Arriviamo in centro a Villaputzu che sono le 3 del mattino, alloggiamo in un B&B della cugina di Renato che gentilmente ci apre anche a quest’ora e ci fa trovare quattro pizze con birra sul tavolo. Nel totale della giornata abbiamo pedalato per 130 km e 3450 metri di dislivello positivo.

Il secondo giorno la sveglia è un po' più tardi vista l’ora in cui siamo andati a letto. Alle 9:30 siamo in strada e ci fermiamo al primo bar per fare colazione, mangiamo tantissimo, paste caffè cappuccino ginseng. Alle dieci partiamo definitivamente in direzione Porto Corallo, qui in questa spiaggia della costa est della Sardegna sfocia il fiume Flumendosa. Foto di rito in spiaggia per testimoniare l’avvenuto passaggio e si riparte. Due guadi del Flumendosa un po' di pioggia e arriviamo a Muravera e dopo qualche chilometro subito a san Vito. Fino a qui abbiamo trovato pianura, da qui in poi salite e discese. Mangiamo panino con hamburger una bibita, si compra qualche panino per il viaggio e si riparte. Trenta chilometri di sola selvaggia montagna ci aspetta. Salite, discese e pioggia ci tengono compagnia. La bicicletta di Antonio si rompe, la ruota libera gira a vuoto, è costretto in salita a scendere dal mezzo e spingerlo. In discesa ne approfitta per recuperare. Chiama un vicino negozio di bici e ne prende una in affitto per poter continuare. A Villasalto effettua il cambio grazie alla famiglia Simbula che si è resa disponibile per il trasporto bici e così possiamo continuare in nostro viaggio in tranquillità. Facciamo pausa al market per ripristinare le scorte e ripartiamo in direzione Ballao dove arriviamo poco dopo le 22. Dormiamo presso il B&B Semucu. Qui troviamo altri viaggiatori in bicicletta sia della 300 che della 200 chilometri. In questa giornata abbiamo pedalato per 75 km con 2050 metri di dislivello positivo.

Il terzo giorno decidiamo di svegliarci presto, le cinque. Antonio mi sveglia ma io mi riaddormento, esco di camera intorno alle 5:30. Veloce colazione, preparo la sacca e alle 6 siamo tutti e quattro in sella direzione bar per completare la colazione. La partenza con il buio è sempre ricca di emozioni. Riprendiamo il Fiume principale e risaliamo la corrente come delle trote verso la sorgente, ho rinominato questo primo tratto di percorso di circa dieci chilometri, la via dei guadi e delle reti. Un’infinità di reti pastorali da aprire e da richiudere. Ci imbattiamo in una piccola mandria di mucche e buoi nei pressi dello sfiatatoio dell’acquedotto. Altri cinque chilometri di salita e siamo sull’altopiano nei pressi del nuraghe Arrubiu. A Orroli ci fermiamo per una pausa pranzo al bar a base di pizzette sfoglie birra e caffè. Ripartiemo e in poche ore di pedalata circa 50 chilometri arriviamo a Meana Sardo dove ne approfittiamo per una pausa al bar principale. Altri venti in notturna e arriviamo nei pressi di Belvi, a circa un chilometro dall’arrivo nei pressi del ponte ferroviario foro la ruota posteriore. Arrivo in piazza a ruota sgonfia. I chilometri sono 100 con 2300 metri di dislivello positivo.