SARRABUS EXPERIENCE 2022

 

Il primo appuntamento dell’anno sui sentieri sardi mi porta a Villaputzu sede del quartier generare del Sarrabus Experience 2022 che quest’anno è ospitato all’interno della sala consiliare del comune. Come lo scorso anno l’ideatore di questo Trail, Andrea Simbula crea ad arte quattro percorsi la 100 km del percorso Easy, la 150 km del percorso Green, la 220 km del percorso Yellow e la 350 del percorso Red. Come ho spiegato nel Trail del 2021 i quattro percorsi hanno difficoltà variabile a seconda del grado di preparazione. Quest’anno non partecipo da solo. Quando aprono le iscrizioni mi consulto con la mia compagna Rossella e decidiamo di iscriverci al percorso verde sulla distanza da 150 km. Pensiamo e programmiamo il viaggio sui 50 km giornalieri da fare in tre giorni. Un imprevisto ci porta a cambiare idea sulla distanza e optiamo sulla 100 km, abbiamo poco tempo e 100 sono più che sufficienti anche perché non abbiamo avuto tempo per allenarci in questo ultimo periodo.

Sono le 11:42 io e Rossella siamo al punto di partenza fuori dal quartier generale. Le nostre biciclette sono della casa Orbea e sono due Alma H30 quasi identiche la mia è del 2017 mentre quella di Rossella è del 2021. Piccolo giro turistico del paese e poi via si vola verso il campo sportivo dove si imbocca subito un sentiero sterrato all’interno del cantiere forestale Canali, qui un sentiero a quota 160 sul livello del mare ci fa ammirare il paese dall’alto, piccola discesa e imbocchiamo la vecchia strada statale 125 nei pressi del ponte sul Fiume Flumendosa, una volta attraversato svoltiamo a sinistra e in un batter d’occhio siamo a Muravera dove ci fermiamo per pranzo al wine bar Domus Aurea. Alle 14:30 ripartiamo, altro piccolo giro turistico per le strade di Muravera e dietro il campo sportivo prendiamo la strada Costa Pireddu parallela alla statale molto più sicura e pedalabile in tranquillità, come sempre le cose belle finiscono, la strada asfaltata finisce e inizia la sterrata che ci porta nelle zone del cantiere forestale Senni per poi scendere verso la 125, attraversiamo e da qui percorriamo un sentiero che ci porta verso lo stagno di Colostrai. Il percorso si alterna a lunghi tratti di strada sterrata con piccoli tratti di strada asfaltata. Dal Colostrai passiamo al Feraxi altro stagno presente in zona, poi incominciare un tortuoso sentiero che in sella non si riesce a fare. Lungo questo sentiero incontriamo Cala de portu s’ilixi, Amos Cardia organizzatore del Belvì Trail che si appresta a concludere il suo percorso rosso, cala sa Figu per poi riprendere a pedalare fino alla spiaggia di capo Ferrato. Dopo qualche chilometro dalla spiaggia di capo Ferrato la traccia ci porta nei pressi di un piccolo canale chiamato Riu Sa Figu il Fico in italiano, un sentiero un po' ambiguo lo costeggia, qui il GPS incomincia a suonare e ci avvisa che siamo fuori percorso e indica che il passaggio giusto è sul letto del canale, vista la presenza di acqua e rovi decidiamo comunque di continuare a percorrere la stradina pensando fosse un errore di tracciamento. Ancora qualche strappetto e via discesa fino a Camisa frazione del comune di Castiadas. Qui deviamo dal percorso per dirigerci verso Olia Speciosa dove abbiamo preso una stanza in un B&B per la notte.

Il Flumendosa

Rossella e Alma seconda

Cala de portu s’ilixi

Finalmete un po di tecnica

Cala de portu s’ilixi

Ci svegliamo con calma, tour dei bar della zona per cercare la miglior colazione. Il primo tratto del percorso di oggi è pianeggiante. Riprendiamo la traccia in prossimità di Camisa per poi arrivare in località L’Annunziata. Qui prendiamo una strada di penetrazione agraria sterrata molto selvaggia, il silenzio ci avvolge, costeggia il Rio monte di Porceddus fino alla località Tuerra. Altro sterrato in leggera salita va verso l’interno e subito dopo leggera discesa fino al Rio Picocca dove incontriamo Fabio Mocci intento a guadare il torrente, scambiamo due chiacchiere e ripartiamo, ma non guadiamo il torrente nello stesso punto, ne cerchiamo uno migliore dove si allarga e l’acqua è meno profonda, poco dopo incontriamo altri due veterani dei trail sardi Pierpaolo Defraia e Ivanoe Garau. Uno dei risvolti positivi di questa avventura è che in alcuni punti le tre tracce si intersecano. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare in questi tratti di strada sempre qualcuno conosciuto. 

Percorriamo un sentiero per circa un chilometro dove poi ci fermiamo per uno spuntino, sono circa le 10 e mezza ed è arrivato il momento di una pausa perché a San Vito manca ancora un bel po'. Restiamo fermi circa mezzora. Prima di ripartire verifico in quale punto del percorso siamo e mi rendo conto che tra meno di duecento metri inizierà una lunga salita a tornanti. Siamo a circa 20 metri sopra il livello del mare e la cima più alta di questo percorso giallo è a 487 metri all’interno del cantiere forestale Genna Argiolas Minderri. Rossella parte con passo tranquillo, per lei è la prima salita impegnativa su sterrato di tutta la sua vita. Procede bene e nei punti più impegnativi scende e spinge a mano la bicicletta, anche io faccio la stessa identica cosa. Non bisogna ammazzare le gambe se non si è allenati. Alle 13 circa siamo in cima nei pressi di Arcu Argiolu, ci mettiamo il paravento e scendiamo dritti verso valle, lo spettacolo è mozzafiato si vede tutta la vallata del Flumendosa. Abbiamo impiegato due ore a salire e trenta minuti a scendere fino a San Vito dove ci fermiamo per un meritato pranzo al bar paninoteca. Una piccola salita ci porta subito fuori il centro abitato e serve per riscaldare nuovamente le gambe e anche qui una stradina ci permette di ammirare il paese dall’alto fino ad imboccare la statale 387 del Gerrei e il bivio per Brecca. Se visionate la mia traccia su Strava vi potete rendere conto di quale fosse la pendenza reale della salita. Andatura tipica sarda a pisciarura e boi o a biscia in continentale, zigzagando riesco a salire fino in cima senza scendere dalla bicicletta. Brecca è una vecchia miniera di antimonio, qui ha sede la cantina Lunalughente forse scelta dai proprietari sfruttando le dicerie tramandate dalle persone locali e raccontano che madama Brecca moglie del lord J.M. Moss proprietario della miniera fosse un’alcolizzata. Ancora qualche strappetto e tutto d’un fiato arriviamo a Villaputzu al quartier generale.