Mining Trail 2022

Ci diamo appuntamento presso il quartier generale del Mining Trail situato in località Su Benatzu a Santadi nei pressi delle grotte di Is Zuddas io e Fabrizio Porcu un amico e collega che pratica la mia stessa passione dei Trail in mountain bike. Fissiamo le nostre regole di partecipazione, montiamo le biciclette e una volta ritirato il pacco gara partiamo. Abbiamo deciso di partecipare alla distanza media, come in ogni trail sardo, esiste una distanza lunga, una media e una corta. Sono le otto e come da programma siamo in sella sulla provinciale 70 in direzione Santadi, incrociamo alcuni ciclisti che ci fanno compagnia per alcuni chilometri. Lasciamo la provinciale per imboccare quella che sarà la salita più impegnativa di tutto il giro, uguale per tutte e tre le distanze. Il primo ostacolo è arrivare in cima a punta Cappiglia all’interno della foresta Pantaleo - Is Cannoneris. Ancora qualche chilometro e mi distacco dal gruppetto di partenza. Non riesco più a pedalare al loro passo, mi conosco se resto con loro mi faccio del male. Detto e fatto una discesa di tre chilometri mi raffredda le gambe e come ricomincia la salita a 7 chilometri dalla partenza un primo crampo si fa sentire sotto la coscia. Da questo punto un’altra lunga salita mi porta a punta Sebera, la cima più alta della giornata, scollino nei pressi della caserma forestale a quota 910 metri sopra il livello del mare a soli 25 chilometri dalla partenza di oggi. Punta Sebera rappresenta il confine immaginario tra il territorio del sulcis iglesiente e il cagliaritano. Scatto qualche foto e riparto questa volta la strada è in discesa, i crampi si fanno sentire sempre di più, la salita è stata molto impegnativa a ogni piccola salitina scatta la molla. Continuo così fino al primo check point alla caserma forestale di Pixinamanna in località Polaris.

Michele e Fabrizio

Salita a is Cannoneris

Mi sono perso, dov'è la strada

Rio Palaceris

Pero selvatico in fiore

La caserma forestale di Pixinamanna dista 45 km dalla partenza e sono le 14:30. Il tratto più impegnativo è finito mi restano altri 40 km fino a Chia, località balneare famosa al mondo per il colore dell’acqua e per le dune di sabbia. Mi ristoro mangiando qualcosa offerta dalle ragazze del gruppo ciclistico della Pulsar. Riparto praticamente quasi subito, i check point sono fatti giusto come punto di appoggio veloci. Conosco la zona e so che una piccola salita verso monte Padenteddu mi attende e con i dolori alle gambe non posso fermarmi troppo a lungo. Lascio il gruppo Gallurese e parto, percorro un sentiero che mi porta fino a Via Monte Santo fino al centro di Pula dove mi fermo per un gelato. Pula cittadina del sud Sardegna diventata famosa per la festa che si svolge il 1 maggio di ogni anno da 366 anni la festa dedicata a Sant’Efisio e per i Vip che durante l’estate popolano le spiagge del comune. Continuo a pedale e incontro altri 4 ciclominatori della zona del Nuorese nei pressi della spiaggia Su Stangioni foxi lino. Nei pressi del parco di Santa Vittoria mi fermo per la pausa pranzo, mangio il secondo panino alla mortadella comprato a siliqua prima della partenza. Cerco un punto riparato e mi siedo su un muretto a secco con vista isola di San Macario. Un tratto in asfalto mi porta fino a Agumu per poi raggiungere la torre di Capo d’Ostia e dopo una deviazione sulla statale fino a Pinus Village per poi prendere la vecchia strada romana fino a Chia, dove passerò la notte presso il B&B Villetta Chia. Qui mi aspetta Fabrizio arrivato qualche ora prima.  

Pausa pranzo

Isola San Macario

Arco

Strada Romana

Torre Chia